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Acqua del rubinetto e i calcoli renali: tutta la verità

Acqua del rubinetto e i calcoli renali: tutta la verità

Acqua del rubinetto e calcoli renali, qual’è la correlazione?

Almeno una volta nella vita ti avranno detto: “Non bere acqua di rubinetto che fa male, è ricca di calcare fa venire i calcoli.”

In questo articolo cercheremo di scoprire se è vero e come combattere questo problema.

Per cui se vuoi sapere se l’acqua del rubinetto causi i calcoli renali per davvero, continua a leggere e lo scoprirai.

 

Cosa sono e come si formano i calcoli renali

I calcoli renali conosciuti anche come “nefrolitiasi” o “litiasi renale” sono dei depositi di sali minerali (calcio, ossalato, fosfati ed acido urico) che ostruiscono le vie urinarie, questi possono essere scoperti per caso durante una visita di controllo, o possono provocare dolori intensi a causa delle coliche renali. I calcoli possono assumere dimensioni simili ad una pallina da golf.

La causa principale della formazione dei calcoli è un regime alimentare scorretto, però anche la predisposizione genetica è strettamente legata alla loro origine, e con essa vari altri fattori:

  • Acidità delle urine, un PH urinario minore di 5 ne favorisce la formazione
  • Disidratazione per perdita di liquidi
  • Assunzione di pochi liquidi, urinando poco si favorisce il ristagno dei Sali minerali che vanno a formare i calcoli
  • Età, sono più diffusi in un’età compresa tra i 20 e i 40 anni
  • Infezioni croniche delle vie urinarie, a causa degli effetti collaterali di alcuni medicinali o di integratori salini e vitaminici
  • Ipertiroidismo
  • Etnia, sono più diffusi nella razza bianca ed asiativa
  • Sesso maschile, è presente un rapporto 3:1 di formazione dei calcoli in favore dei maschi, rispetto alle femmine
  • Clima, si formano principalmente nei periodi estivi quando non si beve adeguatamente reintegrando i liquidi persi a causa della disidratazione e assunzione di pochi liquidi come spiegato in precedenza

Il calcio ha funzione protettiva sulla formazione dei calcoli, questo perché con l’alimentazione si introducono ossalati solubili di potassio e di ammonio, il calcio interviene facendoli precipitare nell’intestino come ossalato di calcio insolubile che verrà poi smaltito tramite le feci senza riuscire a passare nel sangue e o raggiungere i reni.

La presenza del calcio nei reni dipende infatti dalla sua concentrazione nel sangue che l’organismo umano mantiene costante intorno ai 10 mg/100 ml, come dimostrato dagli studi scientifici prof. Loris Borghi dell’università di Parma Ercole Leonardi.

Durezza dell’acqua e calcoli renali: quale correlazione?

Per comprendere questo aspetto aspetto è necessaria una piccola premessa: vediamo come si misura durezza dell’acqua.

La durezza dell’acqua in Italia viene valutata in gradi francesi (f) dove un grado rappresenta 10 mg di carbonato di calcio (CaCO3) per litro di acqua.

Il DL 31/2001 stabilisce che gli acquedotti devano assolutamente avere dei valori di durezza compresi tra i 15-50 °f, questi valori rappresentano la durezza ottimale dell’acqua, quindi le nostre acque devono necessariamente possedere una concentrazione di minerali tale da renderle discretamente dure, dure o molto dure, allo stesso modo la durezza dell’acqua consigliata è compresa tra questi valori.

Carlo Cannella, presidente dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) di Roma afferma che a partire dai 25-30 anni le ossa cominciano a perdere calcio e che questo va reintegrato con la alimentazione (latte e formaggi sono molto ricchi di calcio), quindi bere molta acqua è consigliato a meno che ci siano controindicazioni di altra natura.

Analizzando inoltre un documento: Linee guida per una sana alimentazione italiana, pubblicato nel 2003 dal ministero per le politiche agricole, forestali ed alimentari e redatto dall’istituto nazionale di ricerca per l’alimentazione e la nutrizione (che puoi consultare tramite questo link), a pagina 45 è è riportato quanto segue:

Non è vero che il calcio presente nell’acqua favorisca la formazione dei calcoli renali. Le persone predisposte a formare calcoli renali devono bere abbondantemente e ripetutamente nel corso della giornata, senza temere che il calcio contenuto nell’acqua possa favorire la formazione dei calcoli stessi: anzi, è stato dimostrato che anche le acque minerali ricche di calcio possono costituire al riguardo un fattore protettivo.”

È possibile quindi affermare che non c’è nessuna correlazione tra acque dure e calcoli renali, la differenza sostanziale tra l’acqua di rubinetto e quella in bottiglia sta nell’origine: quella delle bottiglie viene prelevata e da ambienti geologici definiti e naturalmente protetti e controllati, per legge, in grado di garantire purezza microbiologica e stabilità di composizione in modo tale che il ministero possa definirla idonea all’uso alimentare; quella dell’acquedotto  proviene da laghi, fiumi, sorgenti sotterranee, viene considerata idonea al consumo solo dopo essere purificata e potabilizzata,  resa quindi sicura su tutta la rete di distribuzione.

 

Acqua per calcoli renali: quale scegliere?

Quando si è in presenza di calcoli renali vanno assunti 2-3 litri di acqua al giorno per depurare i reni sciogliendo i minerali enza ricorrere ad un intervento chirurgico.

Il volume urinario deve essere all’incirca di 2 litri giornalieri.

Si consiglia di preferire l’acqua alle altre bevande, specialmente acque oligominerali o minimamente mineralizzate, per tenere sotto controllo l’apporto di sodio e calcio. Benché le acque ricche di calcio siano un fattore protettivo, la migliore acqua per espellere i calcoli è quella minimamente mineralizzata che, essendo molto povera di sali minerali stimola la diuresi e permette di espellere i piccoli calcoli renali molto più facilmente rispetto alle altre.

Va considerata comunque più la quantità di acqua e liquidi assunti con la dieta piuttosto che la qualità per depurare i reni e la vescica.

In merito ai calcoli renali ci sono vari studi che dimostrano come Acqua Fiuggi, consenta di generare urine leggere, stimolare le cellule muscolari a rilassarsi, dilatando l’uretere e attraverso questo rilassamento e dilatazione viene favorita l’espulsione di calcoli di piccole dimensioni.

Gli studi infatti hanno ha dimostrato che in presenza di urine leggere infatti vengono rilasciate alcune sostanze nell’uretere (il condotto di collegamento tra rene e vescica, nel quale transitano, si depositano e/o si formano i calcoli) che ne provocano la dilatazione delle pareti favorendo quindi l’espulsione del calcolo.

Acqua Fiuggi permette infatti di ridurre i livelli di acido urico nel sangue e gli squilibri renali.

L’acido urico è una molecola naturale che si forma nel processo metabolico delle proteine, un’alta concentrazione nelle urine favorisce la creazione di cristalli che poi formano il calcolo.

I primi si manifestano già nei primi 3 giorni di assunzione di Acqua Fiuggi che provoca un importante calo della quantità di acido urico nelle urine.

Tu hai mai avuto dei calcoli renali? Come hai risolto al problema?

Acqua del rubinetto e i calcoli renali: tutta la verità

Miglior addolcitore acqua domestico: quale scegliere e perchè

Oggi ti descriverò un prodotto particolare, l’addolcitore d’acqua domestico; però però è necessaria una piccola premessa.

Si parla di acqua dura quando la stessa contiene concentrazioni di calcio e magnesio superiori allo standard, solitamente quando il grado di durezza è di almeno 12°f (gradi francesi).

La durezza dell’acqua assume un ruolo particolarmente importante in merito alla produzione di acqua potabile, in alimentazione e in raffreddamento di caldaie.

Passerò ora agli addolcitori, continua a leggere.

Addolcitore acqua, cos’è e a cosa serve?

Da come immagino tu abbia dedotto gli addolcitori servono a ridurre la durezza dell’acqua andando quindi a ridurre la concentrazione di minerali presenti in essa. In presenza di acqua dura infatti aumenta la quantità di calcare.

Un addolcitore d’acqua domestico si basa su tecnologie che utilizzano carboni attivi, gasatura, membrane di separazione per la microfiltrazione, sistemi di disinfezione con raggi UV, l’osmosi inversa, elettrodeionizzazione, e filtri meccanici.

Infatti l’acqua di rubinetto pur essendo già stata potabilizzata contiene dei residui che se troppo elevati rendono l’acqua ricca di calcare.

Fin qui tutto chiaro? Bene ora si entra nel dettaglio.

 

Addolcitore acqua per caldaia

Utilizzando un addolcitore d’acqua domestico si allunga la vita media della caldaia, infatti permette di avere una qualità d’acqua migliore, oltre che fare in modo che abbia un funzionamento migliore e più duraturo.

Le acque dure infatti provocano delle ostruzioni che a lungo andare intasano le tubature e e ciò provoca un aumento del costo per il riscaldamento di un buon 15-20%, dovendo la caldaia sforzare di più per compiere lo stesso lavoro.

Addolcitore acqua potabile

Gli addolcitori d’acqua per uso domestico consentono di modificarne la durezza e di mimuovere eventuali composti chimici indesiderati.
La scelta del sistema di trattamento va fatta con molta attenzione, infatti c’è il rischio di peggiorare la qualità dell’acqua. Per esempio in presenza di un’acqua abbastanza leggera compresa tra i 15 -20 °F si rischia di abbassarne eccessivamente la durezza e di ottenere un’acqua molto povera di calcio e magnesio, i quali sono molto importanti e devono essere assunti nelle giuste quantità.

Addolcitore d’acqua opinioni: PRO & CONTRO

Utilizzando un addolcitore di acqua potabile si avrà in casa un’acqua con meno quantità di calcare, ciò significa meno guasti agli elettrodomestici (lavatrice, caldaia, rubinetti, scaldabagno, e lavastoviglie, ferro da stiro), i quali avranno meno ostruzioni, perdite e guasti, inoltre le porcellane del bagno non subiranno ingiallimento.

Questo significa risparmiare sulla bolletta perché l’acqua necessiterà di meno tempo per riscaldarsi e non ci sarà bisogno di asciugare ogni volta il lavandino, la vasca da bagno o il box doccia.

Di contro però con un addolcitore d’acqua vanno sostenuti il costo di acquisto e di manutenzione, necessita infatti di continue cariche di sale quindi ad oggi rigenerazione.

I costi variano tra i 0.2€ e i 0.4€ al giorno, a cui aggiungere circa 2€ al mese per i costi di funzionamento.

In presenza di acqua molto dure inoltre visto l’elevato rilascio di sodio (per legge non deve superare i 300mg/L di sodio) è consigliato non utilizzare l’acqua addolcita per preparare il latte ai neonati a causa dell’elevata concentrazione di sodio, anche se comunque sempre all’interno della soglia legale, ciò è valido anche per chi deve seguire una dieta povera di sodio.

Come scegliere il miglior addolcitore acqua domestico

Partendo dal presupposto che gli addolcitori sono fondamentali quando si è in presenza di acque molto dure e calcaree ci sono varie regole da seguire per la scelta di un addolcitore:

  1. L’ingombro a seconda della presenza di uno o due serbatoi
  2. Presenza e tipo di controller, il pannello di controllo che permette di gestire l’addolcitore d’acqua, la sua pulizia e i cicli di addolcimento dell’acqua. Di solito quegli automatici sono di comodi di quelli manuali
  3. Deve essere installato da professionisti del settore, un’istallazione errata comporta delle spese ulteriori per le riparazioni, e se non si segue la Plumbing Code si mette a rischio la salute dell’utilizzatore.
  4. Deve essere installato in tempi ragionevoli visto che l’acqua va utilizzata ogni giorno deve essere disponibile sempre pura e pulita.
  5. Sul prodotto devono essere ben leggibili il nome del modello, la garanzia, il marchio e il nome del produttore.

 

Addolcitore acqua anticalcare: quanto costa?

Un idraulico mediamente chiede un importo compreso tra i 1000 e i 1500 euro per l’acquisto e l’installazione di un addolcitore d’acqua.

Si può però abbattere il costo di un buon 50% acquistando autonomamente l’addolcitore d’acqua e contattando l’idraulico unicamente per l’installazione e la manutenzione.

Acquistando l’addolcitore su internet è possibile risparmiare il 30% rispetto al suo acquisto in un classico negozio di termoidraulica, (visti i vari passaggi intermedi di distribuzione) andando quindi a sostenere un acquisto di circa 5-600 euro, invece di 800€ e oltre dei negozi fisici.

In ogni caso in caso di acquisto del prodotto verranno consegnati assieme all’addolcitore una serie di prodotti: i raccordi, gli alimentatori e delle valvole per agevolare l’installazione. Solitamente l’addolcitore va montato tra il contatore e il carico acqua interno.

Tu hai già scelto quale addolcitore utilizzare a casa tua?

qualità dell'acqua potabile

Qualità dell’acqua potabile in Italia: come misurarla

In questo periodo siamo di fronte al problema della scarsità d’acqua, questa è sempre meno pura e sempre più inquinata a causa dell’inquinamento, per questo motivo oggi affronteremo il tema della qualità dell’acqua potabile in Italia.

In Italia ci sono dei controlli accurati da parte dell’ASL che effettua migliaia analisi all’anno la qualità dell’acqua potabile (escludendo casi eccezionali come lo scandalo PFAS nel veneto) tendenzialmente rispetta i parametri stabiliti dal ministero.

Qualità dell’acqua potabile: come misurare?

Per verificare la qualità dell’acqua potabile hai a disposizione 3 possibilità:

  1. Effettuare un test fai da te con il kit analisi acqua potabile
  2. Richiedere l’analisi dell’acqua potabile all’Asl
  3. Affidarsi ad una ditta specializzata

Per approfondire il discorso su come misurare l’acqua potabile leggi questo articolo.

Affronterò ora i parametri dell’acqua potabile e qualità dell’acqua potabile in Italia.

 

Parametri acqua potabile e qualità dell’acqua potabile in Italia

I parametri di potabilità sono stabiliti dal ministero, puoi controllarli qui nello specifico (è un elenco lungo, noioso e molto tecnico).

In poche parole onde evitare di appesantirti la lettura posso posso scriverti che il ministero stabilisce sia i parametri chimici che determinano la quantità soglia degli elementi chimici  presenti nell’acqua affinchè questa possa essere ritenuta potabile, sia i parametri analitici attraverso i quali vengono definiti gli intervalli di tempo tra una misurazione e l’altra.

Vediamo ora quali sono quelli più importanti che influenzano la qualità dell’acqua

Parametri dell’acqua potabile: il PH

Il PH dell’acqua potabile stabilisce la quantità di ioni presenti nella stessa, e stabilisce se la qualità dell’acqua è di tipo acida, basica (alcalinica) o neutra.

Quando il valore del PH è inferiore a 7 sei di fronte ad un’acqua acida (utilizzata principalmente per i lavaggi), se pari a 7 l’acqua è neutra e quando il suo valore è superiore a 7 avrai un’acqua alcalina (destinata principalmente all’alimentazione).

L’acqua in natura ha un valore che varia tra 6.5 e 8.5, quindi oscilla tra l’essere leggermente acida o leggermente alcalina (considera che non potrà mai essere neutra a causa dei minerali presenti nel terreno e nelle rocce che ne modificano il PH).

Questo decreto legislativo  stabilisce che per essere considerata acqua potabile questa deve avere un valore di PH compreso tra 6.5 e 9.5, in modo tale da poter ottenere la giusta proporzione tra odore, sapore e trasparenza dell’acqua.

Vediamo ora nel dettaglio l’acqua alcalina, continua a leggere.

Parametri dell’acqua potabile: l’alcalinità

Come scritto anche in precedenza l’acqua è alcalina quando ha un PH maggiore di 7.

L’acqua alcalina più famosa è quella ionizzata (depurata attraverso lo ionizzatore tramite l’elettrolisi).

Questa non è necessariamente di qualità migliore dell’acqua normale:benchè abbia effetti benefici sulla formazione dei calcoli renali e sia una buona fonte di minerali come potassio magnesio e calcio (ottima quindi per reidratare dopo un’intensa attività sportiva) quando viene ionizzata l’acqua se inquinata non diventa potabile, anzi la la concentrazione degli inquinanti aumenta.

Non esistono al momento degli studi scientifici che dimostrino come l’acqua alcalina possa curare l’acidosi cronica, migliorare il PH del sangue, che protegga dalle tossine, che rafforzi la flora batterica intestinale e che permetta di abbassare i livelli di zuccheri nel sangue.

Al momento sono provate solamente proprietà benefiche che regolano il rapporto tra sali minerali, equilibrio idro-salino essendo il corpo umano costituito per il 70% di acqua, e verso i calcoli renali, permette infatti di scioglierli.

Parametri dell’acqua potabile: la durezza

L’acqua potabile è considerata dura quando è ricca di magnesio e potassio.

La durezza è temporanea quando la concentrazione dei minerali può essere ridotta tramite il riscaldamento dell’acqua, se invece i minerali rimangono disciolti sei davanti ad una durezza permanente.

Il grado di durezza viene misurato attraverso i gradi francesi (F), e il ministero sempre con il solito decreto di legge ne determina i vari gradi che possono variare tra 0 e 50:

  • Acque molto dolci con F inferiore a 4
  • Acque dolci quando F varia da 4 a 8
  • Acque mediamente dure se F è compreso tra 8 e 12
  • Acque discretamente dure quando F varia tra 12 e 18
  • Acque dure se F è compreso tra 18 e 30
  • Acque molto dure con F maggiore di 30

Considerando che attraverso l’acqua potabile avviene l’integrazione di calcio e magnesio per una quantità che varia tra il 5 e il 20% della dose giornaliera raccomanda, il decreto legge determina come grado di durezza degli acquedotti un valore compreso tra 15 e 50 quindi da acque mediamente dure e molto dure.

Più un’acqua è dura maggiore sarà la quantità di sapone o detersivo necessaria per fare schiuma per questo motivo i vari detergenti fanno reazione coi minerali in modo tale da scioglierli e rendere l’acqua più dolce. Ciò però comporta un aspetto inquinante da non sottovalutare.

Non si può stabilire a prescindere il grado di durezza ottimale per l’acqua potabile essendo l’uno diverso dall’altro, però posso anticiparti che bere acqua ricca di magnesio e potassio riduce la probabilità di infarto in maniera proporzionale alla durezza.

Parametri dell’acqua potabile: la conducibilità elettrica

La conducibilità elettrica o EC aumenta all’aumentare della presenza dei sali minerali aumenta anche la conducibilità elettrica favorendo quindi il passaggio di corrente. L’acqua pure per esempio non è un buon conduttore di corrente.

La conducibilità elettrica dell’acqua potabile viene misurata attraverso i microsiemens per centimetro (µScm-1) misurati ad una temperatura di 20° centigradi (stabilito come sempre dal ministero della salute), e tendenzialmente assume dei valori compresi tra 100 e 1000, e per legge non deve superare i 2500 µScm-1.

Parametri dell’acqua potabile: il residuo fisso

Il residuo fisso determina la quantità di sali minerali presenti nell’acqua, il quale avviene tramite la seguente procedura:

Si riscalda un litro d’acqua alla temperatura di 180°, facendola evaporare e i milligrammi di minerali che non subiscono il processo di evaporazione rappresentano appunto il residuo fisso, come puoi facilmente dedurre anche tu viene rappresentato dal rapporto dei milligrammi per ogni litro d’acqua (mg/l).

A seconda del residuo fisso presente in essa l’acqua potabile può essere di 4 tipologie:

  1. Povera di sali quando assume un valore inferiore a 50mg/l
  2. Oligominerale se i mg/l sono compresi tra 51 e 500
  3. Mineralizzata quando ha un valore tra i 501 e 1000 mg/l
  4. Ricca di sali se mg/l è maggiore di 1000

Il famoso decreto stabilisce il limite massimo a 1500 mg/l oltre tale limite si parla di acque terapeutiche, le quali benchè siano vendibili nei supermercati e in farmacia si consiglia di utilizzarle sotto il consiglio del medico.

Qualità dell’acqua potabile in Italia: conclusioni

In Italia come spesso ti ho indicato in questo articolo c’è una forte disciplina in materia di acqua potabile. Esclusi quei casi di inquinamento idrico dovuto ad attività umane verso le quali negli ultimi 20 anni si è effettuata molta parecchia prevenzione sia attraverso campagne educazionali, sia attraverso l’installazione di impianti idonei come i depuratori, in Italia è presente acqua potabile in tutto territorio nazionale e i periodici controlli permettono di verificare che durante il tragitto che l’acqua compie dall’acquedotto al contatore non viene contaminata.

Nonostante ciò però dal contatore ai rubinetti a causa delle tubature vecchie, mancanza di manutenzione, ristagni d’acqua e autoclavi, potrebbe sporcarsi di impurità.

Andrebbe effettuata quindi con cadenza annuale un’analisi microbiologica, così come arrivato ad una certa età è consigliato fare continue visite di controllo per monitorare la situazione fisiologica lo stesso va fatto con l’impianto idrico dell’acqua potabile.

Come ho già preannunciato all’inizio di questo articolo puoi farlo spendendo pochi euro attraverso un kit fai da te, o gratuitamente rivolgendoti all’ASL o a una ditta specializzata.

Tu ricordi l’ultima volta che hai fatto analizzare la qualità dell’acqua del tuo contatore?

Se non lo hai già fatto cosa stai aspettando?

analisi dell'acqua potabile

Analisi dell’acqua potabile: perchè dovresti richiederla anche tu

Perchè preoccuparsi di fare l’analisi dell’acqua potabile?

Ti sei mai chiesto cosa c’è davvero nell’acqua che bevi ogni giorno?

No??

In questo articolo scoprirai perchè è davvero importante e come fare l’analisi dell’acqua potabile che utilizzi tutti i giorni a casa.

Sei pronto?

Continua a leggere!

Tutti sappiamo che il corpo umano è composto dal 70% di acqua e che bisogna berne circa 2 litri al giorno, pertanto diventa fondamentale la qualità dell’acqua che utilizziamo tutti i giorni.

Ma partiamo con una piccola premessa…

L’acqua è definita potabile quando rispetta determinati parametri legislativi (decreto legge 31/2001), pertanto la potabilità varia da nazione a nazione e al variare delle leggi che ne regolano la potabilità.

La legge identifica diversi tipi di acqua potabile:

  • Acqua di sorgente
  • Acqua minerale naturale
  • Acqua affinata
  • Acqua destinata al consumo umano

Questi diversi tipi di acqua potabile sono regolamentate ciascuna da una legislazione specifica, ma sono allo stesso tempo definite tutte come acqua potabile, quindi sono sicure per la salute dell’uomo.

Diverse acque che in passato erano ritenute potabili, ora invece hanno perso questo riconoscimento o a causa dell’inquinamento o dal variare delle norme vigenti.

Dopo aver esaminato l’aspetto legislativo, passo ora alla questione chimica, continua a leggere.

 

Analisi acqua potabile: sei sicuro della tua acqua?

Grazie al progresso tecnologico oggi grazie a un semplice test di analisi dell’acqua è possibile rilevare anche quelle sostanze che non sono percettibili agli organi di senso.

Per determinare se un’acqua sia o meno potabile è necessario effettuare dei test che determino l’assenza di microrganismi e di altre sostanze presenti in concentrazioni minime o comunque al di sotto delle soglie determinate dalla legge.

 

Scopriamo quali sono i parametri di analisi dell’acqua potabile

Come detto in precedenza, un’analisi dell’acqua che dia un risultato positivo come potabilità deve essere uniforme ai parametri di legge che ne determina le soglie chimico-fisiche e batteriologiche.

Quando si effettua l’analisi chimica dell’acqua vanno considerati i seguenti parametri:

  • 2 parametri microbiologici che diventano 5 per l’acqua imbottigliata o venduta in contenitori, qualsiasi acqua potabile non deve contenere microrganismi patogeni;
  • 28 parametri chimici, identificano la presenza di elementi indesiderabili e tossici, per i quali ne sono determinati dei limiti massimi di concentrazione; a meno che siano presenti delle deroghe che ne rettificano il tutto;
  • 21 parametri indicatori, riguardanti quei componenti che caratterizzano una determinata acqua, per i quali sono stabiliti dei valori che non dovrebbero essere superati;
  • 2 parametri di radioattività.

Per controllare tutti i valori tabellari, incluse le note, leggere il decreto legislativo

Ok, starai pensando…. ma ora come diavolo faccio a fare l’analisi della mia acqua potabile??

Continua a leggere e lo scoprirai!

Come fare l’analisi dell’acqua di casa con un test affidabile

Sei finalmente arrivato alla parte più importante di questo articolo, la parte pratica.

Per svolgere un’analisi dell’acqua di casa ci sono 3 possbilità:

  1. Effettuare un test fai da te con il kit analisi acqua potabile
  2. Richiedere l’analisi dell’acqua potabile all’Asl
  3. Affidarsi ad una ditta specializzata per l’analisi dell’acqua

 

Fare il test fai da te con il kit analisi acqua potabile

Per svolgere un test fai da te con il kit d’acqua potabile per l’acqua di casa è sufficiente utilizzare un qualsiasi rubinetto, e non è necessario né spendere grosse quantità di denaro, né possedere chissà quali competenze chimiche.

  • Individuare la quantità di nitrati, per legge non deve superare i 50mg per litro, di base non sono tossici se non convertiti in nitriti, i quali finiscono nel sangue legandosi all’emoglobina, evento che si può manifestarsi con una percentuale vicina al 20%
  • Determinare il contenuto di cloruri e solfati, soglia massima con quantità pari a 250 mg per litro,
  • Stabilire il PH dell’acqua per determinarne l’acidità, la quale dipende dal numero di ioni di idrogeno presenti in essa e la legge stabilisce che il valore totale del PH deve essere compreso tra 6.5 e 9.5.
  • Identificare la durezza dell’acqua (la presenza di calcare), valore consigliato tra i 15 °F e 50 °F, a differenza degli altri elementi questo è solo consigliato ma non obbligatorio; al variare della durezza dell’acqua ne varia anche il sapore dovuta alla presenza di Sali, calcio e magnesio.

I kit per l’analisi dell’acqua fai da te sono facilissimi da usare, solitamente è sufficiente adoperare le provette, inserirle nell’acqua e verificare come varia il colore.

Per qualsiasi kit d’analisi di acqua potabile di rubinetto è presente una guida illustrativa con tutte le istruzioni necessarie per svolgerla.

Costo per l’analisi dell’acqua potabile circa 20€

Richiedere l’analisi dell’acqua potabile all’ASL

Per richiedere l’analisi dell’acqua dell’acqua potabile all’ASL va compilato un modulo apposito.

In questo caso ci sono procedura di prelievo particolari a seconda che l’acqua venga prelevata dalla sorgente o dal pozzo:

Sorgente

Per l’analisi dell’acqua di sorgente bisogna svitare il tappo e tenerlo in mano con l’interno rivolto verso il basso, riempire quindi  la bottiglia fino a qualche centimetro al di sotto del collo ed infine avvitare il tappo; a questo punto mettere la bottiglia in borsa termica a 4°C e portarla in laboratorio.

Pozzo

Per svolgere l’analisi dell’acqua di pozzo invece va l’acqua va prelevata il più possibile vicino al pozzo evitando i serbatoi.

Lasciare scorrere l’acqua per circa 5 minuti e interrompere l’erogazione dell’acqua trascorsi altri 5 minuti.

Dopo aver constatato l’assenza di guarnizioni di gomma, sterilizzare il rubinetto, scaldando l’uscita del rubinetto per almeno un minuto con cotone imbevuto di alcool incendiato e sostenuto con idoneo sostegno metallico.

Lasciare scorrere l’acqua ancora per 5 minuti e svitare il tappo e tenerlo in mano con l’interno rivolto verso il basso.

Riempire quindi la bottiglia fino a qualche centimetro al di sotto del collo e avvitarne il tappo.
Mettere infine in borsa termica a 4°C e portare in laboratorio entro 24 ore dal prelievo.

Indipendentemente dal tipo di acqua da analizzare bisogna evitare di toccare l’interno del tappo e della bottiglia e che essi giungano a contatto con qualsiasi altra sostanza.

Si dovrà quindi fare attenzione ai prelievi fatti all’aperto e in cattive condizioni metereologiche. E NON bisogna immergere le bottiglie in acqua.

 

Affidarsi ad una ditta specializzata per un test dell’acqua gratuito

Una ditta specializzata solitamente svolge il test d’analisi e controllo dell’acqua gratuitamente.

Svolgono sia analisi dei pozzi, sia delle acque di rubinetto e forniscono dei consigli sulla manutenzione onde evitare che l’acqua analizzata possa perdere le caratteristiche di potabilità.

Svolgono sia le analisi  direttamente a casa per avere dei risultati indicativi, sia un’analisi chimico-fisica in laboratorio con degli strumenti valutati ad-hoc in base alle esigenze di ogni utente.

E tu hai già analizzato o fatto analizzare l’acqua di casa tua?

Se non lo hai già fatto richiedi subito un test dell’acqua potabile di casa tua!

E’ davvero importante conoscere la qualità dell’acqua stai utilizzando.

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