Acqua del rubinetto e i calcoli renali: tutta la verità - Depuratori Acqua Domestici
Acqua del rubinetto e i calcoli renali: tutta la verità

Acqua del rubinetto e i calcoli renali: tutta la verità

Acqua del rubinetto e calcoli renali, qual’è la correlazione?

Almeno una volta nella vita ti avranno detto: “Non bere acqua di rubinetto che fa male, è ricca di calcare fa venire i calcoli.”

In questo articolo cercheremo di scoprire se è vero e come combattere questo problema.

Per cui se vuoi sapere se l’acqua del rubinetto causi i calcoli renali per davvero, continua a leggere e lo scoprirai.

 

Cosa sono e come si formano i calcoli renali

I calcoli renali conosciuti anche come “nefrolitiasi” o “litiasi renale” sono dei depositi di sali minerali (calcio, ossalato, fosfati ed acido urico) che ostruiscono le vie urinarie, questi possono essere scoperti per caso durante una visita di controllo, o possono provocare dolori intensi a causa delle coliche renali. I calcoli possono assumere dimensioni simili ad una pallina da golf.

La causa principale della formazione dei calcoli è un regime alimentare scorretto, però anche la predisposizione genetica è strettamente legata alla loro origine, e con essa vari altri fattori:

  • Acidità delle urine, un PH urinario minore di 5 ne favorisce la formazione
  • Disidratazione per perdita di liquidi
  • Assunzione di pochi liquidi, urinando poco si favorisce il ristagno dei Sali minerali che vanno a formare i calcoli
  • Età, sono più diffusi in un’età compresa tra i 20 e i 40 anni
  • Infezioni croniche delle vie urinarie, a causa degli effetti collaterali di alcuni medicinali o di integratori salini e vitaminici
  • Ipertiroidismo
  • Etnia, sono più diffusi nella razza bianca ed asiativa
  • Sesso maschile, è presente un rapporto 3:1 di formazione dei calcoli in favore dei maschi, rispetto alle femmine
  • Clima, si formano principalmente nei periodi estivi quando non si beve adeguatamente reintegrando i liquidi persi a causa della disidratazione e assunzione di pochi liquidi come spiegato in precedenza

Il calcio ha funzione protettiva sulla formazione dei calcoli, questo perché con l’alimentazione si introducono ossalati solubili di potassio e di ammonio, il calcio interviene facendoli precipitare nell’intestino come ossalato di calcio insolubile che verrà poi smaltito tramite le feci senza riuscire a passare nel sangue e o raggiungere i reni.

La presenza del calcio nei reni dipende infatti dalla sua concentrazione nel sangue che l’organismo umano mantiene costante intorno ai 10 mg/100 ml, come dimostrato dagli studi scientifici prof. Loris Borghi dell’università di Parma Ercole Leonardi.

Durezza dell’acqua e calcoli renali: quale correlazione?

Per comprendere questo aspetto aspetto è necessaria una piccola premessa: vediamo come si misura durezza dell’acqua.

La durezza dell’acqua in Italia viene valutata in gradi francesi (f) dove un grado rappresenta 10 mg di carbonato di calcio (CaCO3) per litro di acqua.

Il DL 31/2001 stabilisce che gli acquedotti devano assolutamente avere dei valori di durezza compresi tra i 15-50 °f, questi valori rappresentano la durezza ottimale dell’acqua, quindi le nostre acque devono necessariamente possedere una concentrazione di minerali tale da renderle discretamente dure, dure o molto dure, allo stesso modo la durezza dell’acqua consigliata è compresa tra questi valori.

Carlo Cannella, presidente dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) di Roma afferma che a partire dai 25-30 anni le ossa cominciano a perdere calcio e che questo va reintegrato con la alimentazione (latte e formaggi sono molto ricchi di calcio), quindi bere molta acqua è consigliato a meno che ci siano controindicazioni di altra natura.

Analizzando inoltre un documento: Linee guida per una sana alimentazione italiana, pubblicato nel 2003 dal ministero per le politiche agricole, forestali ed alimentari e redatto dall’istituto nazionale di ricerca per l’alimentazione e la nutrizione (che puoi consultare tramite questo link), a pagina 45 è è riportato quanto segue:

Non è vero che il calcio presente nell’acqua favorisca la formazione dei calcoli renali. Le persone predisposte a formare calcoli renali devono bere abbondantemente e ripetutamente nel corso della giornata, senza temere che il calcio contenuto nell’acqua possa favorire la formazione dei calcoli stessi: anzi, è stato dimostrato che anche le acque minerali ricche di calcio possono costituire al riguardo un fattore protettivo.”

È possibile quindi affermare che non c’è nessuna correlazione tra acque dure e calcoli renali, la differenza sostanziale tra l’acqua di rubinetto e quella in bottiglia sta nell’origine: quella delle bottiglie viene prelevata e da ambienti geologici definiti e naturalmente protetti e controllati, per legge, in grado di garantire purezza microbiologica e stabilità di composizione in modo tale che il ministero possa definirla idonea all’uso alimentare; quella dell’acquedotto  proviene da laghi, fiumi, sorgenti sotterranee, viene considerata idonea al consumo solo dopo essere purificata e potabilizzata,  resa quindi sicura su tutta la rete di distribuzione.

 

Acqua per calcoli renali: quale scegliere?

Quando si è in presenza di calcoli renali vanno assunti 2-3 litri di acqua al giorno per depurare i reni sciogliendo i minerali enza ricorrere ad un intervento chirurgico.

Il volume urinario deve essere all’incirca di 2 litri giornalieri.

Si consiglia di preferire l’acqua alle altre bevande, specialmente acque oligominerali o minimamente mineralizzate, per tenere sotto controllo l’apporto di sodio e calcio. Benché le acque ricche di calcio siano un fattore protettivo, la migliore acqua per espellere i calcoli è quella minimamente mineralizzata che, essendo molto povera di sali minerali stimola la diuresi e permette di espellere i piccoli calcoli renali molto più facilmente rispetto alle altre.

Va considerata comunque più la quantità di acqua e liquidi assunti con la dieta piuttosto che la qualità per depurare i reni e la vescica.

In merito ai calcoli renali ci sono vari studi che dimostrano come Acqua Fiuggi, consenta di generare urine leggere, stimolare le cellule muscolari a rilassarsi, dilatando l’uretere e attraverso questo rilassamento e dilatazione viene favorita l’espulsione di calcoli di piccole dimensioni.

Gli studi infatti hanno ha dimostrato che in presenza di urine leggere infatti vengono rilasciate alcune sostanze nell’uretere (il condotto di collegamento tra rene e vescica, nel quale transitano, si depositano e/o si formano i calcoli) che ne provocano la dilatazione delle pareti favorendo quindi l’espulsione del calcolo.

Acqua Fiuggi permette infatti di ridurre i livelli di acido urico nel sangue e gli squilibri renali.

L’acido urico è una molecola naturale che si forma nel processo metabolico delle proteine, un’alta concentrazione nelle urine favorisce la creazione di cristalli che poi formano il calcolo.

I primi si manifestano già nei primi 3 giorni di assunzione di Acqua Fiuggi che provoca un importante calo della quantità di acido urico nelle urine.

Tu hai mai avuto dei calcoli renali? Come hai risolto al problema?

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